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  “ Maledette le Vostre Guerre” Bertelli-Fontana-Carpo-Bertelli Chiostro del Guardi – Concattedrale di Sant’ Antimo – Piombino (LI) “ Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. (Pierpaolo Pasolini) Questo allestiment o è u n’opera corale realizzata a quattro mani da Pino Bertelli, (Fotografo), Stefano Fontana (Artista), Agostino Carpo (Architetto), Pierpaolo Bertelli (Grafico): pensata e costruita contaminando opere, luoghi e persone. ... Gli “ Oggetti Smarrit i” di Stefano Fontana (1987) sono cinque elementi rettangolari bicolori che lavorano sull’interazione tra i tre colori primari uniti al bianco e al nero: con questi colori si ottengono tutte le sfumature possibili. I n formato 6x4 cm presentavano un magnete, che permetteva di comporre, a chi li avesse trovati, “ configurazioni praticamente infinite, successivamente rese stabili” (Nardone 1987) su una lavagna. Dunque u n alfabeto primario di 5 elementi bicolori ...
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  NON È TEMPO DI SEDERSI Manifesto contro l'arte contemporanea che non vuole disturbare C'è un momento in cui bisogna smettere di applaudire. Smettere di annuire. Smettere di dire che è “interessante”. Smettere di proteggere l'arte con parole così complicate da impedire a chiunque di dire: “Ma qui, esattamente, cosa sta succedendo?” Perché esiste un'arte che non disturba nessuno. Un'arte che non mette in crisi nessun potere. Un'arte che non scomoda nessuna istituzione. Un'arte che non rischia nulla. E proprio per questo viene esposta ovunque. Viene recensita. Viene finanziata. Viene inaugurata. Viene fotografata. Viene applaudita. Viene dichiarata importante. Ma è davvero importante? O è semplicemente innocua? IL PROBLEMA NON È L'ARTE Il problema non è l'arte contemporanea. Il problema è quando il sistema dell'arte comincia a premiare soprattutto ciò che non crea problemi. Quando il critico preferisce l'opera che può s...
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  Il Palazzo Appiani della Cittadella: storia di un edificio scomparso La Cittadella di Piombino nacque nella seconda metà del Quattrocento per volontà di Jacopo III Appiani , signore di Piombino dal 1458 al 1474. Tra il 1465 e il 1470 l'architetto e scultore fiorentino Andrea Guardi realizzò un grande complesso fortificato destinato a diventare la nuova sede della corte degli Appiani. La costruzione della Cittadella rappresentò una trasformazione fondamentale della città. Jacopo III, anche per ragioni di sicurezza dopo le vicende politiche e le congiure che avevano minacciato la famiglia, volle trasferire la propria residenza dal precedente Palazzo Vecchio Appiani , nell'area dell'attuale Piazza Bovio, in una posizione più protetta e militarmente difendibile. All'interno della nuova Cittadella sorse quindi il Palazzo Residenziale , destinato al principe e alla sua famiglia. Il complesso comprendeva inoltre gli ambienti per la corte e i servitori, la Cappella di S...
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  La storia dell'abbattimento dell'Altoforno 1 di Piombino L' Altoforno 1 rappresentava una delle testimonianze più significative della storia della siderurgia piombinese. La sua vicenda è particolarmente interessante perché la demolizione non fu considerata soltanto come la rimozione di un vecchio impianto industriale, ma suscitò un vero dibattito sul valore storico e culturale dell'archeologia industriale . Negli anni Novanta, mentre lo stabilimento siderurgico continuava a trasformarsi, cominciò a crescere l'attenzione verso la conservazione degli impianti storici. Nel 1993 era già stato demolito l'Altoforno 3 , nonostante le iniziative di studiosi e cittadini per salvaguardare le strutture storiche della siderurgia piombinese. La vicenda dell'AFO 1 fu invece più lunga. A partire dagli anni Novanta, lo storico Ivan Tognarini e altri studiosi denunciarono ripetutamente il rischio che la demolizione cancellasse una parte importante della memoria indus...
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  Gli ex Macelli di Piombino: storia dell'abbandono Gli ex Macelli comunali di Piombino costituiscono una delle aree della città nelle quali il rapporto tra memoria, dismissione e trasformazione urbana è particolarmente evidente. Il complesso si trova nella zona immediatamente sottostante il centro storico, in prossimità della costa. La sua posizione è singolare: da un lato è collegato alla città attraverso la scalinata dei Macelli , dall'altro si affaccia verso il mare e le spiagge sottostanti. Ancora oggi la zona è riconoscibile come uno dei luoghi storici del fronte costiero piombinese. La funzione originaria Gli edifici erano destinati alle attività legate alla macellazione e alla lavorazione delle carni , una funzione che faceva parte dell'organizzazione dei servizi pubblici della città. Con il progressivo cambiamento delle modalità di approvvigionamento e delle strutture per la macellazione, il complesso perse la sua funzione originaria e iniziò una lunga fase d...
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                                                                                  Storia e abbandono del palazzo all'ingresso di Piombino All'inizio di via della Repubblica, nel punto in cui si entra nella città di Piombino, sorge un edificio che negli ultimi anni è diventato uno dei simboli più evidenti del degrado urbano: il palazzo del civico 88. La sua storia recente non è quella di un monumento antico o di un edificio storico di particolare pregio architettonico, ma quella di un immobile che, attraverso l'abbandono e il progressivo deterioramento, è diventato parte della memoria collettiva della città. Dall'abitazione al degrado Per molti anni il palazzo è stato utilizzato come edificio residenziale. Nel tempo, però, sono emersi problemi strutturali sempre più gravi. Il mome...
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  Il Circolino delle Acciaierie di Piombino    Per almeno mezzo secolo è stato uno dei luoghi fondamentali della vita sociale, culturale, sportiva e ricreativa della città. La sua storia è strettamente intrecciata con quella della siderurgia piombinese e con la trasformazione della città operaia nel secondo Novecento. Le origini Le fonti oggi disponibili indicano il 1953 come anno di avvio della struttura, mentre altre testimonianze fanno riferimento soprattutto alla sua intensa attività a partire dagli anni Sessanta. Il luogo era legato al dopolavoro degli stabilimenti siderurgici e, negli anni, assunse diverse denominazioni: Circolo Italsider , Circolo Acciaierie di Piombino , Circolo Ilva e, nell'ultima fase, Circolo Pegaso . Una testimonianza particolarmente interessante è quella di Renato Quilici , che ricorda come alla fine degli anni Cinquanta esistessero a Piombino due circoli distinti: uno destinato agli operai, al Cotone, e uno per gli impiegati, in via...